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Il Parco Archeologico di Scolacium è immerso in un uliveto secolare, antico fondo Baronale. Tutta la zona è interessata da ritrovamenti datati dall’epoca Arcaica della Colonizzazione Greca fino al tardo Medioevo. Entrando nel sito la prima cosa che colpisce il visitatore è la grande mole dei resti della Basilica della Roccella. Questa Basilica Bizantino/Normanna fu costruita nel XI secolo per cercare di creare un polo attorno a cui potesse riformarsi un vero e proprio centro abitato, in quanto tutta la zona della costa era stata abbandonata intorno al VII secolo a causa delle incursioni dei pirati Saraceni. Proseguendo all’interno dell’uliveto, si arriva ai resti di epoca romana della città di Scolacium. Sono visibili: il Foro ed il Teatro (I- II sec.); in cima alla collina la Necropoli Bizantina (V-VII sec. ), da cui si gode di un fantastico panorama sul Golfo. Nelle strutture all’interno del Parco sono presenti due musei: il Museo del Frantoio (archeologia industriale, inizio '900), dove sono conservate le antiche Presse e le Macine per la lavorazione delle olive; il Museo Archeologico, dove sono conservati gran parte dei reperti ritrovati nel sito. Tra di essi spiccano le Statue dei Togati, varie statue marmoree ritrovate durante gli scavi del Foro. Dopo la visita guidata del Museo ci spostiamo a Squillace, che è un ridente paesino che ancora conserva la sua struttura urbanistica Medioevale. La prima meta è il Castello (XI sec.) costruito dai Normanni sopra ciò che era il “Castron” Bizantino; oltre al bel portale con lo stemma della famiglia Borgia, è ancora presente gran parte della cortina muraria con le torri annesse, tra cui spicca la particolare “Torre Ottagonale”. Proseguendo per i vicoli del centro storico, con i suoi bei Portali in granito o calcarenite di Stalettì (una pietra locale), visiteremo la Cattedrale (XI – XVIII sec.) e la piccola Chiesetta Gotica di Santa Maria della Pietà ( XIII sec.). A Squillace ci sono anche molte botteghe artigiane che lavorano la ceramica “a graffito”, una speciale tecnica tramandata dalle Scuole dei Ceramisti Squillacesi fin dal Basso Medioevo.

 
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